A Tramedautore approda la “CalciAttrice” con Lucia Mallardi in scena al Piccolo Teatro Grassi

Storia incredibile, avvincente ed ironica, che affronta il tema della diversità, quella raccontata ne la CalciAttrice da Lucia Mallardi sul palco del Teatro Grassi, nel palinsesto “I talenti delle donne” alla XX edizione di Tramedautore – Festival Internazionale delle Drammaturgie realizzato a Milano da Outis – Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano e con mare culturale urbano. Di e con Lucia Mallardi, diretta da Stefano Sarra, la CalciAttrice è un one woman show che ripercorre la vita della giovane protagonista. 31 anni e non dimostrarli, la Mallardi di origini pugliesi, ci regala l’emozione della sua prima volta sulle scene milanesi, incartandosi talvolta durante il suo lungo ed accattivante racconto. Ma rimane comunque una grande performer, non solo perché riesce ad andare avanti nel monologo, nonostante qualche sbavatura, ma anche per la sua affascinante storia, un racconto che parla di voglia di andare avanti sempre e comunque.

Lo spettacolo, di cui firma la scenografia David Salvatori, attraversa lingue, dialetti e Paese differenti in cui protagonista assoluta è l’ex calciatrice semiprofessionista e artista. La Mallardi, portando in giro per il mondo cappello e pallone concretizza le sue due grandi passioni, la recitazione ed il calcio. Seppur in un paesino di provincia del Sud Italia, la Mallardi, alla prima inclinazione ha dato spazio fin da bambina partecipando a recite di ogni tipo ed imitando i professori. Il secondo amore, il calcio, invece, è stato vissuto quasi in silenzio, specie all’inizio, in quanto interiorizzato come un disagio, paura per qualcosa per cui aveva talento. Schernita dai suoi coetanei maschi, perché il calcio considerato da sempre uno sport per soli uomini, la Mallardi ha dovuto combattere questo pregiudizio, rimboccandosi le maniche, credendoci, ma ha dovuto prendere consapevolezza del suo talento a 19 anni, quando decide di mettersi in contatto con la Federazione. A 19 anni la protagonista si rende conto della perdita di tempo scaturita dall’insicurezza e dalla paura di praticare uno sport che amava. Da lì parte la sua carriera, passando da squadre di Serie C alla A.

In cerca di nuove soddisfazioni, decide di partire per Berlino dove il calcio femminile è considerato uno sport professionista e con lo zaino in spalla parte alla volta della gelida Germania dove ha cercato di adattarsi ed è proprio qui che inizia la straordinaria avventura di artista di strada ai semafori della città. Come?  Creando un dialogo tra i due elementi una palla ed una bombetta. D’altra parte, il calcio è una declinazione dell’arte, è una performance che si esprime in maniera tangibile con il movimento del corpo. Alla base del calcio come del teatro c’è la disciplina ed una solida componente di passione, la sola, se autentica, di farci compiere sacrifici, per un qualcosa che sentiamo ci appartenga. Ad esso si aggiunge la parola, e da qui nasce uno spettacolo teatrale, intitolato La CalciAttrice, premiatoin occasione della rassegna teatrale al Teatro Le Sedie di Roma.

La storia della Mainardi è una gran bella storia. Nella sua digressione ironica e garbata, tocca tanti temi, quello della scuola dove ci sono professori che poco conoscono la propria materia, quello del bullismo, e quello ovviamente positivo di chi crede in un sogno. Dopo 7 anni di viaggi per il mondo, dove ha conosciuto persone di nazionalità e condizioni socio-economihce differenti, la Mainardi decide di tornare in Italia. Il suo peregrinare è stato la sua salvezza, il viaggio è stato conoscenza, Accademia della strada. La Mallardi ha trasformato il suo disagio, la sua diversità in una carta vincente. Basterebbe ascoltare di più e parlare meno, odiare meno e amare di più; allora vedremmo il mondo e gli altri da un’altra prospettiva e con un approccio propositivo e non accusatorio o denigratorio. E’ responsabilità di tutti rendere questo nostro mondo migliore.  Il messaggio positivo che arriva alla platea è forte e chiaro: se si lasciano andare le proprie paure, si dà spazio alla realizzazione dei propri sogni, cercando di uscire da se stessi, si è più grandi.

 (Adele Labbate)

Venerdì 18 settembre

Piccolo Teatro Grassi

LA CALCIATTRICE

di e con Lucia Mallardi

regia Stefano Sarra | aiuto regia Andrea Pergolari

scenografia David Salvatori

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