A Tramedautore in scena “Freetime”: la storia globale di un decennio tra crisi sociale ed economica

La XXedizione di Tramedautore – Festival Internazionale delle Drammaturgie, realizzato da Outis  in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano e con mare culturale urbano prosegue il suo cammino con il secondo appuntamento in programma Freetime, in scena Piccolo Teatro Studio Melato. Lo spettacolo di Gian Maria Cervo (messo in scena in alcuni dei più prestigiosi teatri europei) e dei Fratelli Presnyakov (fondatoridel teatro giovanile dell’Università degli Urali intitolata a Gorkij) per la regia di Pierpaolo Sepe, è una produzione italo – montenegrina.

Interpreti Cesare Ceccolongo, Chiara Degani, Gregorio De Paola, Riccardo Festa, Noemi Francesca, Martina Galletta, Giorgia Masseroni, Giuseppe Orsillo, con la partecipazione in voce di Vukan Pejovic. 

Uno spettacolo dalle tinte futuriste, pur parlando di un decennio trascorso. Forse un po’ troppo lungo, il testo si rivela un pastiche di generi: dalla farsa arrabbiata al detective story, dall’action movie alle insistenti riflessioni filosofiche. Partendo dal crollo della Lehman Brothers, lo spettacolo, abbastanza dinamico, scende nei meandri del cupo mood dell’economia contemporanea, attraversando la recente storia europea e globale. Il testo guarda gli eventi con distaccamento sfacciato e lo fa, pur rimanendo dotto e privo di pregiudizi. Il disincanto ed il tono canzonatorio con cui ci si approccia all’agghiacciante e chiara lettura del meschino tentativo dell’umanità di sorreggersi, rendono questo testo potente ma altrettanto difficile in alcuni suoi passaggi, dove talvolta il senso delle parole non è sempre immediato.

L’umanità che ci viene mostrata fatta di sotterfugi poveri per tentare di adattarci alla società, disturba, risulta scomoda e forse per questo l’individuo cerca di prenderne le distanze. In questo traspare l’incapacità di ribellione, di cambiamento, di redenzione. L’idea stessa di solidarietà e di collaborazione per il bene comune non esiste. Il motore che muove l’individuo è palese che sia l’odio, la generalizzata indifferenza verso l’altro. Gli uomini disfatti e sospettosi, sono delle isole solitarie e vivono la propria condizione come in una continua lotta di tutti contro tutti. Il nostro tempo è occupato dal loop delle lamentele che manifestano tutto il risentimento che proviamo per l’altro e di conseguenza ci si impegna ad architettare le nostre personali rivincite.

Uno spettacolo che equipara la condizione dei lavoratori precari con i viaggiatori. Quelli che vengono rappresentati sono universi paralleli alla Blade Runner, mondi in cui tutto dura poco. Lo spettacolo, che ha debuttato al Festival Internazionale di Oslo, manifesta tutta la paura di essere travolti dal business della scienza, ma in fondo c’è anche il desiderio di creare forme spettacolari che abbiano senso. Forse la soluzione è creare un’intelligenza artificiale che possa liberarci da noi stessi e dai nostri sentimenti, in cui tutte le realtà confluiranno in un punto oscuro?

(Adele Labbate)

Festival Tramedautore XX Edizione

Sabato 12 settembre

Piccolo Teatro Studio Melato

FREETIME

di Gian Maria Cervo e dei Fratelli Presnyakov

regia Pierpaolo Sepe

con Cesare Ceccolongo, Chiara Degani, Gregorio De Paola, Riccardo Festa, Noemi Francesca, Martina Galletta, Giorgia Masseroni, Giuseppe Orsillo | con la partecipazione in voce di Vukan Pejovic

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